| Forum internazionale a Genova: il dialogo fra le due sponde del Mediterraneo fa un passo avanti |
Il presidente Napolitano: rilanciare il processo di dialogo euromediterraneo. Ronzitti: Genova diventi sede del Forum permanente per il Mediterraneo capace di coniugare società civile e istituzioni. Burlando: la crisi porta all'arroccamento, dobbiamo batterla con il dialogo coerenti con la nostra storia. Repetto: prossimo appuntamento a maggio con le Guardie Costiere per la sicurezza della navigazione. All'università l'8 per cento delle matricole sono extracomunitariConfronto a tutto campo oggi ai magazzini del Cotone sulle prospettive del dialogo euromediterraneo. Una iniziativa pilota, come l'ha definita il presidente del Consiglio regionale Giacomo Ronzitti, che mira a diventare permanente per fare di Genova e della Liguria il fulcro di processo di pace e di collaborazione fra le due sponde del nostro mare, diventando sede del Forum permanente del Mediterraneo. Contribuendo così a superare i limiti e i deficit di democraticità che ha avuto il confronto anche all'interno dell'Unione europea. I prossimi appuntamenti saranno il meeting delle Guardie costiere del Mediterraneo che si terrà sempre a Genova il 6 e 7 maggio prossimi, la riunione dei sindaci delle città mediterranee che si terrà a Palermo su iniziativa dei sindaco del capoluogo siciliano e di Tunisi e l'incontro fra i rettori delle università. Ma in programma - lo ha annunciato il sottosegretario Scotti - c'è una biennale del Mediterraneo che avrà al centro la creatività in quattro grandi filoni: arte, architettura, cinema e scienza.
Al dibattito non ha voluto mancare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha inviato un messaggio affermando: «L'attuale crisi economica richiede grandi sforzi da parte dell'Europa e occorre un forte rilancio del processo di dialogo mediterraneo avviato a Barcellona. Un dialogo che deve essere accompagnato da una importante spinta da parte della società civile». Chahboune Abderazak, della Fondazione marocchina Mohamed VI, ha assicurato la piena disponibilità alla collaborazione da parte del suo Paese. Di crisi economica, il "convitato di pietra" del convegno, hanno parlato sia il presidente del Consiglio regionale Giacomo Ronzitti che dal presidente della Giunta Claudio Burlando. «Da questa crisi usciremo tutti insieme o non ne usciremo - ha detto Ronzitti - e protagonisti del dialogo non devono essere, come non sono in questo Forum, solo le istituzioni ma la società civile e le comunità locali che si esprimono nelle Assemblee regionali e locali». E Burlando ha aggiunto: «Ha iniziato a crescere strappando terre al mare, poi ha compreso che per svilupparsi questo non sarebbe bastato e ha cominciato ad attraversarlo, creando città come Tabarca, facendo degli errori, come quando si cercava la strada per le Indie e si è trovato un continente nuovo. Nel nostro dna c'è l'andare per il mondo, dialogare confrontarci, ed è quello che dobbiamo continuare a fare, anche se la crisi spinge verso la chiusura e l'arroccamento. Finora il confronto a livello di Stati nazionali non ha prodotto i risultati sperati, proviamo ad operare a livello di società civile dove crediamo di avere maggior successo: sono molti gli intellettuali di una sponda e dell'altra che hanno saputo dare una spinta importante al dialogo e alla comprensione fra i popoli e anche noi con strutture come istituto italiano di tecnologia aperto a studiosi di tutto il mondo diamo il nostro contributo». Chiusura e arroccamento la Catalogna non sembra mostrare, come ha ricordato il presidente del suo Parlamento Ernest Benach: «Già nel medioevo Barcellona era sede del Consolato del mare, siamo orgogliosi di essere sede dell'Unione per il Mediterraneo, un mare che con i suoi 250 milioni di abitanti deve diventare uno spazio socioeconomico comune capace di superare le divisioni e le chiusure degli Stati. Noi abbiamo una nostra iniziativa estera e abbiamo stipulato accordi diretti con gli stati della sponda sud. Questo anche perché il 31 per cento dei marocchini e il 21 per cento dei tunisini della Spagna risiedono in Catalogna. Nel 2008 abbiamo investito in progetti di cooperazione 102 milioni di euro». «Intendiamoci - ha ricordato Pier Virgilio Dastoli, direttore della rappresentanza in Italia della Commissione europea - il percorso è lungo e difficile. Iniziato negli anni '70 ha portato, dopo la nascita a Barcellona del segretariato per la cooperazione di cui sono copresidenti Sarkosy e Mubarak e alla nascita, a Parigi nel 2008, dell'Unione per il Mediterraneo che coinvolge cinque Paesi europei costieri: Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta e cinque che fanno parte dell'UMA, Unione del Maghreb arabo: Mauritania, Marocco, Algeria, Tunisia e Libia. I punti dove è importante la collaborazione, anche a livello di Regioni, sono moltissimi: lo sviluppo sostenibile, l'immigrazione, l'ambiente, la crescita della democrazia partecipata». Cose concrete se ne fanno anche a Genova, ha ricordato Andrea Ranieri, assessore del Comune capoluogo assicurando che Genova avrà la sua moschea e l'avrà a fianco di un centro per anziani e di uno per la cultura giovanile: «Da noi l'immigrazione non è mai stata vista come un problema di sicurezza una come occasione di crescita culturale, una occasione per creare una cultura nuova una intercreatività: partendo dal Suk, dove si acquistano le merci e si assaggiano i sapori del resto del mondo, dal festival del Mediterraneo dove si ascolta la musica più diversa, da MerHaid che partendo dall'ospedale per bambini Gaslini punta a formare una nuova generazione di pediatri perché i giovani del Sud non imparino a fare la guerra ma a curare». Nel suo messaggio in videoconferenza il sottosegretario agli esteri Vincenzo Scotti ha ricordato i processi che stanno andando avanti come gli accordi raggiunti fra 43 paesi della sponda nord e sud del "Mare Nostrum" e gli obiettivi di fondo che si affrontano: rafforzamento dell'inclusione sociale, disinquinamento e sviluppo delle energie rinnovabili, crescita della piccola e media impresa, sviluppo delle reti transnazionali nei trasporti con le autostrade del mare che già esistono al Nord e devono svilupparsi al Sud. Insomma si sta tentando di passare dalla dimensione dell'essere a quella del fare. Molti i progetti e le iniziative in fase di attuazione, che contribuiscono alla crescita del dialogo tra le differenti sponde del Mediterraneo e che vedono il diretto coinvolgimento di Regioni, Enti locali, università, Centri di cultura e società civile. In particolare il presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto ha annunciato per il prossimo sei e sette maggio il "primo Forum euromediterrano delle Guardie costiere", che si terrà proprio a Genova. Repetto ha anche annunciato l'avvio di corsi per la preparazione di "manager del mare", esperti nel settore nautico e in tutto quanto attiene l'attività e la vita marinara, destinato a creare elevate professionalità per i Paesi in via di sviluppo e non soltanto a quelli che rientrano nell'area mediterranea. Il presidente ha infine rimarcato il fatto che la Provincia è al lavoro affinché Genova «abbia un ruolo attivo in Milano Expo 2015» e che dà ciò derivino benefici alla città e all'intera area mediterranea. Michele Marsonet, dell'Università di Genova, intervenuto in vece del rettore, Giacomo De Ferrari, ha rimarcato come l'ateneo genovese sia già luogo di incontro e di dialogo. «Genova - ha detto - è ospitale non solo con i Paesi del Mediteranno, ma anche con il resto del mondo». In particolare Marsonet ha ricordato che ben 2400 studenti dell'università del capoluogo ligure sono stranieri. E la percentuale di matricole proveniente da oltre confine è in costante aumento dopo aver raggiunto l'8 per cento del totale. Ha quindi posto l'accento su "Erasmus Mundus" che prevede scambi e contatti di studenti e docenti appartenenti anche all'area del Maghreb. Infine ha ricordato la presenza dell'ateneo genovese in consorzi interuniversitari internazionali, tra i quali due dell'area mediterranea, e collaborazioni con numerose università straniere. Anna Catte dell'Autorità di gestione del programma ENPI CBC Bacino Mediterraneo, ha posto l'accento sul ruolo delle Regioni. Lo ha fatto illustrando il programma comunitario al quale lavora in particolare la Regione Sardegna e che vede impegnate 117 regioni, appartenenti a diciannove diversi Paesi, con il coinvolgimento di 143 milioni di abitanti. Il programma, che godrà di 200 milioni di euro di finanziamenti, in larga parte di provenienza comunitaria, prevede progetti, in fase di presentazione e varo, in svariati settori, dall'innovazione tecnologica, alla sostenibilità ambientale, alla mobilità delle persone. Il Forum permanente a Genova lanciato a Genova da Ronzitti dovrebbe creare una rete di cooperazione fra le Regioni, la società civile e le istituzioni locali delle due sponde del Mediterraneo. E' questo l'obiettivo di fondo dell'iniziativa internazionale "Dialoghi del Mediterraneo occidentale, Le Regioni e la società civile per la cooperazione decentrata e la democrazia partecipativa" iniziata oggi e che proseguirà domani su iniziativa della rappresentanza italiana della Commissione europea, dell'Assemblea e della Giunta regionali con l'alto patrocinio del Presidente della Repubblica. Il lavori proseguono oggi pomeriggio con quattro sessioni di approfondimento tecnico e, domattina, con la presentazione dei risultati del forum. Domattina seguirà comunicato. |