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 A Catania il 16 e il 17 gennaio 2009, l’Accademia Libica ha partecipato al secondo workshop delle Università del Mediterraneo promosso dall’Ateneo catanese, attraverso la sua Area delle politiche comunitarie e internazionali Apoci), in collaborazione con l’Emuni University, la rete internazionale di università euromediterranee. Un ‘decalogo’ di intenti condivisi per realizzare un’area di libero scambio euro-mediterranea riguardante la formazione, la ricerca e la cultura.
E’ quanto hanno messo a punto i rappresentanti delle università e delle istituzioni di Egitto, Libia, Marocco, Palestina, Tunisia, ospiti dell’Evento. L’evento, che segue di un anno e mezzo circa il primo workshop catanese, incentrato sulla riforma degli ordinamenti didattici nei paesi mediterranei, quest’anno è stato dedicato alla mobilità internazionale di docenti, ricercatori e studenti e alle iniziative per il diritto allo studio. Su questo tema si sono confrontati, nella seconda giornata di lavori che si è tenuta a Villa Citelli, gli esponenti di Paesi che già collaborano con l’Università etnea attraverso accordi-quadro di cooperazione scientifica: Yasser Elshayeb (assistente del Ministro Egiziano all’istruzione Superiore e alla Ricerca Scientifica), Taha Mattar, addetto culturale dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto a Roma, Ibrahim Magdud, presidente dell’Accademia Libica in Italia, Anasse Boulhal (Marocco, docente all’Università di Tampere), Jamil Chaker (consigliere presso il gabinetto del Ministro dell’Insegnamento Superiore, della Ricerca Scientifica e della Tecnologia della Tunisia, e Labib Arafeh (Al-Quds University, Palestina). Tra le proposte operative individuate nel documento di sintesi dei lavori, spicca l’introduzione del concetto di “mobilità strutturata”, ossia la creazione di condizioni strutturali (armonizzazione, riconoscimento e leggibilità dei curricula, dei titoli di studio e dei profili professionali) e logistiche (accoglienza e sostegno finanziario, agevolazioni per la concessione dei visti per motivi di studio) per favorire realmente la mobilità internazionale di docenti e studenti, utilizzando gli strumenti e i programmi esistenti e individuandone di nuovi e più efficaci. Un secondo ‘pacchetto’ di interventi proposti è legato all’attuazione pratica di un diritto allo studio che sia Un secondo ‘pacchetto’ di interventi proposti è legato all’attuazione pratica di un diritto allo studio che sia anche ‘diritto al lavoro’, mediante il collegamento delle iniziative formative al mondo del lavoro e allo sviluppo economico e sociale dei vari Paesi, alla connessione dei centri di informazione sulla mobilità, per diffondere realmente la conoscenza di tutte le opportunità di scambio e di inserimento occupazionale e rafforzare la cooperazione fra le istituzioni, e alla protezione del plurilinguismo, in parallelo con la realizzazione di corsi di studio interamente in lingua inglese. Il workshop, a cui hanno preso parte i delegati all’internazionalizzazione d’Ateneo, Lina Scalisi e Alberto Fichera, e la dirigente dell’Area per le politiche comunitarie e internazionali, Angela Galia, si è aperto giovedì sera nell’Aula Magna del Palazzo Centrale, con il messaggio di benvenuto pronunciato dal pro-rettore Maria Luisa Carnazza, anche a nome del Rettore Antonio Recca, un messagio rivolto in particolare agli ospiti stranieri. Ha preso la parola il prof. Pioletti, già delegato del Rettore all’internazionalizzazione d’Ateneo, il quale ha asserito che l’Unione Europea non deve essere un circuito chiuso, ma un processo aperto d’integrazione dell’area euro-mediterranea, tenedo sempre come punto di riferimento primario le nuove generazioni. Il Dirigente dell’Area della Didattiva Giuseppe Caruso ha quindi tracciato il quadro normativo che regola il diritto allo studio in Italia e in Sicilia, soffermandosi in particolare sull’Università di Catania. A sua volta, il Presidente dell’Emuni University, Joseph Mifsud, ha illustrato i master e le summer school realizzati nel suo network, a cui concorre anche l’Ateneo catanese, incentrati su energie alternative, ambiente e disinquinamento del Mediterraneo, autostrade marittime, protezione civile, sviluppo commerciale internazionale e alta formazione euromediterranea. I lavori sono proseguiti giorno 29 maggio, in tale data docenti provenienti da vari paesi hanno relazionato sul diritto allo studio vigente nei loro rispettivi paesi: per esempio, Anasse Boulhal, Direttore dell’Istituto Mediterraneo della Finlandia, ha parlato di alta formazione e diritto allo studio in Algeria, così Mohamed Salah Zeroula, Direttore della Scuola Nazionale di Architettura Superiore, ha presentato una relazione incentrata sull’alta formazione in Algeria con specifico riferimento alla formazione inerente l’architettura. Sull’alta formazione in Egitto, inceve, hanno discusso Yasser Elshayeb, Assistente del Ministero Egiziano dell’Alta Formazione e della Ricerca Scientifica, Taha Mattar, Coordinatore culturale dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto a Roma, Hani Sewilam, Direttore del Centro Regionale dell’Educazione per uno Sviluppo Sostenibile. Continuando, Ibrahim Magdud, Presidente dell’Accademia Libica in Italia, ha relazionato sul diritto allo studio in Libia e sulle complessità storiche e sociali di questo. Del diritto allo studio in Tunisia, dal canto suo, ha parlato Jamil Chaker, Assistente del Ministero Tunisino dell’Alta Formazione e della Ricerca; continuando, il prof. Labib Arafeh, dell’Università palestinese al-Quds, ha relazionato sull’alta formazione in Palestina e sul suo diritto allo studio. Un’occasione di confronto molto interessante, basato sulla formazione dei giovani. Argomento di centrale importanza, giacché nelle loro mani sarà la costruzione di un Mediterraneo di pace e di operosa collaborazione. |